Ma si dice Arancino o Arancina? Questa è la grande faida che si disputa da decenni tra i Palermitani che lo chiamano Arancino e Catanesi che rivendicano la loro declinazione chiamandola Arancina. L’Accademia della Crusca ha così sentenziato: è corretto in ambedue i modi, anche se il nome Arancina, visto che questo pezzo di gastronomia siciliana prende il nome dalla somiglianza con l’arancia, ossia il frutto, sarebbe il termine più corretto.
Ma a noi, appassionati della buona cucina siciliana, poco importa. L’arancino siciliano è il simbolo del cibo di strada che ha fatto carriera in tutto il mondo. La sua crosta croccante e il suo ripieno saporito ha conquistato il palato di grandi e piccoli. Ma vediamo come preparare a casa nostra uno dei cibi tipici siciliani.

Ingredienti per 4 persone:
500 gr di riso
50 gr di farina
½ bustina di zafferano
3 uova
50 gr. di pecorino grattugiato
olio di semi
Sale
Pepe

Per il ripieno
Un buon ragù ottenuto con 250gr di tritato
70 gr di piselli
50 gr di funghi
1 cipolla
50 gr di concentrato di pomodoro
1 gambo di sedano
Salvia
100 gr di formaggio fresco tagliato a tocchetti
Olio extra vergine di olive siciliane
Sale
Pepe

Preparazione: circa 1 e 40’ minuti
Esecuzione: facile
Impegno economico: medio

Far bollire il riso in acqua e sale, scolarlo e disporlo a fontana. Aggiungere il pecorino, lo zafferano sciolto in una tazza d’acqua calda e due uova sbattute. Quando l’impasto e ben amalgamato, plasmare con le mani metà dell’arancino, in cui va posto dentro una cucchiaiata di ragù, preparato precedentemente. Sul ragù viene adagiato un cubetto di formaggio fresco e un po’ di pepe. Ricoprire il tutto con un’altra cucchiaiata di riso. Passatelo poi nella farina, nell’uovo battuto e infine nel pangrattato. Friggere in olio bollente.
Non vi scoraggiate se ai primi tentativi non otterrete l’effetto desiderato, tranquilli è normale, come diciamo noi in Sicilia “’nu si nasci ‘mparatu”, ossia nessuno nasce che già sa fare le cose. Con po’ di pratica riuscirete a fare anche voi degli arancini come tradizione siciliana comanda.